In questa recensione andremo a confrontare in modo dettagliato le caratteristiche di due obiettivi abbastanza simili per Sony mirrorless APS-C (quindi attacco di tipo E): il Sony 50 mm f1.8 OSS e il Sigma 60 mm f2.8 DN (serie Art).

Sono obiettivi a fuoco fisso (cosiddetti "primi", non zoom) utilizzabili da macchine tipo A5100, A6000, A6300, serie NEX che, avendo un sensore con fattore 1.5 rispetto alle "full frame" (formato 35 mm, la dimensione delle vecchie pellicole), fanno sì che la lunghezza focale equivalente sia di 75 mm per il Sony e di 90 mm per il Sigma. Sono due teleobiettivi medi adatti per ritratto data la grande apertura massima di diaframma (f1.8 e f2.8) che consente begli sfondi sfuocati.

Il Sigma è disponibile anche per macchine formato 4/3 (es. le piccole mirrorless Olympus, Panasonic ad obiettivi intercambiabili).

Analizziamo quindi i diversi aspetti su fotocamera Sony (A6300 in particolare).

Confezione e costi

Per entrambi, piccola scatola di cartone con i tappi anteriori e posteriori ed un paraluce. Il Sigma in più da' una piccola custodia da trasporto con tanto di imbottitura nella parte inferiore per un'ottima protezione dagli urti.

Entrambi sono venduti nella versione nera o argento.

Un complimento a Sigma, anche considerato che costa intorno ai soli 180 € (e con una qualità ottima che vedremo nel seguito). Il Sony costa intorno ai 300 €. Prezzi comunque accessibili.

sony50 sigma60 presentationSony 50 mm f1.8 OSS (sinistra) e Sigma 60 mm f2.8 DN (destra)

Costruzione

Entrambi gli obiettivi sono molto leggeri, proprio adatti al risparmio delle mirrorless compatte rispetto alle reflex: 202 gr il Sony e 190 gr il Sigma. Anche le dimensioni sono abbastanza contenute: lunghezza di 62 mm per il Sony e 61 mm per il Sigma.

Hanno entrambi come ghiera solo quella per regolazione del fuoco manuale, non c'è la ghiera del diaframma ma è controllato dalla macchina, non c'è la scala di profondità di campo che al giorno d'oggi si può calcolare ormai con tante app del cellulare quando serve essere precisi.

La lente frontale ruota nel Sigma, non nel Sony, per cui è un po' più scomoda nel caso in cui si dovesse montare un filtro polarizzatore ma il paraluce fornito ruota su se stesso proprio per agevolare queste operazioni.

Il materiale è plastica di ottima qualità, con attacco verso la macchina in metallo.

Interno

Considerando l'interno degli obiettivi, in entrambi il diaframma è composto da 7 lamelle arrontondate per dare uno sfuocato (il cosiddetto bokeh) morbido, senza spigoli soprattutto se ci sono luci frontali nello sfondo che creano aloni/dischi di luce.

Il Sigma quando staccato dalla macchina, e quindi "spento", ha un componente che "traballa" dentro se si scuote l'obiettivo, ma è normalissimo: non c'è nulla di rotto, quando viene messo in funzione il meccanismo va in tensione e non fa più nessun rumore.

Qualità ottica

Abbiamo confrontato la qualità ottica in termini di risoluzione, microcontrasto e aberrazione cromatica per i due obiettivi.

In sintesi i risultati sono i seguenti:

  • il Sigma
    • ha una qualità ottica eccelsa, una risoluzione molto alta anche già a tutta apertura a f2.8 e nei bordi, a f5.6 è straordinario come capacità di rendere i dettagli in modo molto netto e con ottimo contrasto.
    • Praticamente non percepibili anche a tutta apertura difetti significativi di aberrazione cromatica.
    • Per chi fosse interessato a test numerici di qualità ottica del Sigma fatti dal sito tedesco Photozone, può vederli (in inglese) a questo link.
  • il Sony
    • tra f1.8 e f2.8 è un po' morbido sugli angoli, molto meno tagliente del Sigma se si guardano le foto all'ingradimento del 100%, anche se per un utilizzo in stampe anche A4 le differenze non sono eccessive. Da f4 in avanti qualità molto buona, anche se il Sigma ha comunque sempre un dettaglio superiore.
    • Il Sony ha sui profili contrastati un difetto di aberrazione cromatica longitudinale, quella che, per intendersi, non è corretta in automatico dai profili di obiettivi in Lightroom o Photoshop e si presenta come bordo/alone arancione sui profili di zone fortemente illuminate su sfondo più scuro, o bordo verde sempre sui profili più illuminati nelle zone sfuocate - sotto sono riportati alcuni esempi. Per chi è "pignolo" e vuol metter mano a questi difetti, bisogna lavorare con il pennello correttivo locale in Lightroom/Photoshop (o software equivalenti), perché non si riesce a correggere il problema su tutta la foto senza andare a togliere colore in zone in cui è corretto che ci sia.
    • Il Sony rispetto al Sigma ha però più di uno stop aggiuntivo di luminosità: il Sigma apre il diaframma fino a f2.8, mentre il Sony arriva fino a f1.8 che è 1.3 stop in più (1 stop in più sarebbe f2), che consente due vantaggi: avere un maggiore sfuocato dello sfondo e, in caso di scene non ben illuminate, far entrare più luce e quindi non dover alzare troppo gli ISO. In realtà, questo secondo aspetto è secondario, in quanto i sensori Sony sono ottimi anche in situazione di luce scarsa, per cui utilizzando il Sigma, dover raddoppiare gli ISO perché non si può aprire il diaframma più di f2.8, non da' un peggioramento di qualità visibile, anche perché il Sigma a f2.8 è molto più nitido del Sony a f2 o f1.8.
    • Per chi fosse interessato a test numerici di qualità ottica del Sony fatti dal sito tedesco Photozone, può vederli (in inglese) a questo link.

Vediamo un po' di esempi - si tratta sempre di foto scattate in RAW e convertite in JPG tramite Lightroom v6.5 con applicazione del profilo di obiettivo apposito:

sony50 sigma60 cfr1 centroSony vs Sigma - centro immagine

Con questo particolare a centro immagine con ingrandimento al 100%, si vede che il Sigma è più nitido del Sony a parità di apertura f2.8 (ad esempio le tegole del tetto) e che il Sony a f.1.8, a parte una minore incisività, presenta evidente aberrazione cromatica, che a f2.8 diventa accettabile.


Un inciso interessante: a livello di dettaglio/nitidezza, il Sony a f1.8 è comunque decisamente meglio del Sony 18-200 f3.5-6.3 sempre a 50 mm di focale, lo zoom "factotum" (da grandangolo a teleobiettivo), che tra l'altro a 50 mm ha come apertura massima... f5! Quindi per chi avesse quello zoom, peraltro molto utile per andare in giro con una singola ottica, entrambi i primi che stiamo analizzando in questa recensione sono un passo avanti significativo.

sony50-sony18-200-centro


Se andiamo invece a vedere la qualità ai bordi dell'immagine nel caso Sony 50 (siamo tornati al nostro Sony 50 mm), si può notare il difetto dell'aberrazione cromatica (indicata dalla freccia) che è ben visibile a f1.8 e a f2.8 diventa accettabile, per sparire a f4.

Sony 50 mm f1.8-f4 ai bordiSony 50 mm - bordo immagine

 

Concludiamo questo approfondimento sulla risoluzione ed aberrazione cromatica andando a vedere come si comportano il Sony ed il Sigma sui bordi a parità di diaframma:

sony50 sigma60 borders

Si conferma la superiorità di Sigma, che già a f2.8 è incredibilmente "pulito" nei dettagli essendo una zona periferica dell'immagine e a f5.6 eccelle - attenzione che i falsi colori sull'antenna sono dovuti al fenomeno del moiré sul sensore della fotocamera e non sono dovuti all'obiettivo.

Altre caratteristiche

Abbiamo visto che il Sigma è otticamente superiore al Sony in modo abbastanza netto, anche se il Sony è di buona qualità.

Il Sony dalla sua ha però maggiore apertura, che di fatto serve per avere uno sfondo più sfuocato e la stabilizzazione dell'immagine (OSS nel nome dell'obiettivo - Optical Steady Shot).

Bokeh

Per quanto riguarda lo sfondo sfuocato, si tenga presente che a parità di distanza dal soggetto, il Sigma essendo a focale più lunga (60 mm contro 50 mm) ha già una minore profondità di campo. In altri termini, si ottiene circa lo stesso sfuocato fotografando ad un metro un soggetto con il Sony a f2.2 e con il Sigma a f2.8. Il Sony può fare di più però e scendere a f1.8, perdendo un po' di nitidezza soprattuto ai bordi, ma.. .basta avvicinarsi al soggetto e si aumenta l'effetto di sfocatura dello sfondo, per cui a parità di inquadratura (avvicinandosi al soggetto in modo che occupi la stessa dimensione nella foto rispetto ad utilizzare il 60 mm), con il Sony abbiamo uno sfuocato significativamente maggiore passando da f2.8 a f1.8.

bokeh

Si vede nel Sony che la casa nello sfondo è ancora più indefinita con un ottimo stacco dal soggetto.

La qualità e la forma dello sfuocato è buono in entrambi gli obiettivi ma ci sono delle differenze e le andiamo ad evidenziare con una foto su un punto di luce nello sfondo fuocato. Nella prossima immagine le differenze sono abbastanza evidenti:

bokeh size

A f2.8 il Sigma da' un contorno più rotondo (su Sony si vede il profilo delle 7 lamelle del diaframma) ma meno "morbido" - l'interno del cerchio non è bene uniforme con nel Sony. Lo sfuocato del Sony a f1.8 è molto piacevole.

Tutti e due presentano un po' di aberrazione cromatica: a f2.8 l'alone rosso a destra del cerchio e a f1.8 Sony il bordo verde che circonda il cerchio. 

Entrambi hanno anche un po' di flare: il riflesso che si vede a f2.8 con il doppio cerchio più in basso rispetto a quello effettivo della luce.

Stabilizzazione ottica

La stabilizzazione consente di scattare soggetti fermi con dai 2 ai 3 stop in meno come tempo di otturazione, quindi nel caso del Sony 50 mm dove le regole dicono che bisogna scattare a mano libera a non meno di 1/80 (il 50 mm è in realtà un 75 mm quindi 1/75 sec è il riferimento per non avere foto mosse), con la stabilizzazione si riesce facilmente a scattare a 1/20 di secondo, chi ha la mano ferma riesce anche a raggiungere 1/15 o 1/10.

Questo è un netto vantaggio sul Sigma perché, sempre solo per soggetti statici -lo ricordiamo-, consente di scattare con Sony con tempi almeno di 3 stop inferiori: 2 stop almeno per la stabilizzazione e 1 stop per poter scendere da f2.8 a f2 (tralasciando f1.8 che presenta i limiti che abbiamo descritto sopra). Ma a cosa servono questi 3 stop in più?

Utilizzando una Sony A6300 che ha uno dei migliori sensori in circolazione tra le macchine di formato non full-frame e che il Sigma è molto più nitido del Sony, per cui sulle foto con Sigma si può applicare tranquillamente una buona dose di riduzione del rumore in post-produzione su Lightroom/Photoshop, l'utilità ne viene in qualche modo ridotta: uno scatto Sigma a f2.8 - 1/80 sec - 3200 ISO rispetto ad uno Sony a f2 - 1/20 sec - 400 ISO è molto più rumoroso e con leggera minore fedeltà di colori, ma con una buona dose di lavoro in post-produzione si riesce a farlo apparire non molto diverso dall'altro, anzi talvolta comunque più definito anche se più rumoroso.

Questo non vale per situazioni di luce veramente scarsa: quando il Sony a tutta apertura e con la stabilizzazione deve salire a 1600 ISO, il Sigma per compensare deve andare intorno ai 12000-20000 ISO e lì il deterioramento della qualità diventa non più recuperabile.

Autofocus

Buono come velocità in entrambi gli obiettivi (non è velocissimo ma accettabile), leggermente meglio su Sigma in quanto su Sony c'è un minimo di avanti-indietro nella messa a fuoco.

Il Sony, essendo obiettivo della stessa marca della macchina foto, supporta però anche la messa a fuoco veloce, a rilevamento di fase, su tutti i punti di AF e non solo su quello centrale.

Riassumendo

Entrambi gli obiettivi sono ottimi da f4 in su. Per evidenziare in cosa differiscono:

  • Il Sigma è decisamente superiore al Sony a qualsiasi apertura come qualità ottica, usabilissimo già a f2.8, che è una rarità rispetto alla maggior parte degli obiettivi. Il Sony a f2.8 è comunque buono se non si devono stampare mega-poster. Se si vuole la massima nitidezza, si scelga Sigma.
  • Il Sony ha in più la possibilità di uno sfuocato maggiore (f2 o f1.8 anche se soft) e la stabilizzazione, che è fondamentale ed utile però solo in condizioni di luce veramente scarsa e con soggetti statici, altrimenti in condizioni di luce normale si alzano gli ISO e la qualità finale è migliore con Sigma. Se serve scattare in bassissima luce, avere sfondi il più sfuocato possibile anche a scapito di un po' di nitidezza e si fanno video a mano libera (dove la stabilizzazione aiuta), si scelga Sony.
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